Che non sia un periodo facile, questo l'avevamo già capito. Problemi che spuntano come funghi, a volte non c'è modo nè tempo nè voglia per risolverli. Andiamo subito al dunque e non perdiamoci in chiacchiere. Domenica c'è il derby e io la tensione la comincio a sentire già da ora, pur non essendo romano. Non oso immaginare se vivessi a Roma... mi prenderebbe minimo un infarto o una colite. Queste partite mi camminano sulla pelle 24 ore su 24, sanno regalarti grande entusiasmo e grandi delusioni.
Ne ricordo uno da adolescente. Ancora non avevo nè Telepiù nè Stream a casa e andai a vedere il derby in un pub con mio fratello, allora andava alle scuole medie. La Roma di Zeman stava perdendo 3-1, allora abbandonammo mestamente il nostro tavolo per fare ritorno, a piedi, a casa. Non immaginate cosa provai quando accesi la tv e sul Televideo vidi che avevamo pareggiato 3-3!!!
Ne ricordo un altro, quello del poker di Montella: vincemmo 5-1 e mio nonno, entrando in salone, mi trovo coricato a terra che piangevo. «Alzati, cretino» mi disse. Non poteva capire. No.
E ancora... un derby visto in Consolidata all'Unical insieme all'amico Salvatore e alla mia fidanzata. Era un recupero infrasettimanale... che bell'atmosfera. Pareggiammo 1-1 e non vi dico le mie smadonnate.
L'ultimo derby l'ho vissuto lavorando da casa (dopo...ovviamente!) e anche qui la rimonta targata Vucinic mi ha fatto piangere. Vedevo lo scudetto vicino.. poi puff! è sfumato insieme ai miei sogni. Quel giorno Giovanni, il mitico centralinista e persona squisita, era molto felice quando mi chiamava. Quando tornai a lavorare al giornale mi raccontarono che al 2-1 di Vucinic, lui che stava sentendo la radio (mentre tutti guardavano la tv che, con il satellite, ci mette qualche secondo in più), gettò un urlo di gioia. Mai prima l'aveva fatto, tant'è che tutti andarono a vedere quel che era successo.
Oggi Giovanni non c'è più, ahimè, il buon Dio l'ha chiamato a sè questa estate. Troppo giovane, su questo non ci piove. Questo derby lo dobbiamo vincere anche per lui.
Ne ricordo uno da adolescente. Ancora non avevo nè Telepiù nè Stream a casa e andai a vedere il derby in un pub con mio fratello, allora andava alle scuole medie. La Roma di Zeman stava perdendo 3-1, allora abbandonammo mestamente il nostro tavolo per fare ritorno, a piedi, a casa. Non immaginate cosa provai quando accesi la tv e sul Televideo vidi che avevamo pareggiato 3-3!!!
Ne ricordo un altro, quello del poker di Montella: vincemmo 5-1 e mio nonno, entrando in salone, mi trovo coricato a terra che piangevo. «Alzati, cretino» mi disse. Non poteva capire. No.
E ancora... un derby visto in Consolidata all'Unical insieme all'amico Salvatore e alla mia fidanzata. Era un recupero infrasettimanale... che bell'atmosfera. Pareggiammo 1-1 e non vi dico le mie smadonnate.
L'ultimo derby l'ho vissuto lavorando da casa (dopo...ovviamente!) e anche qui la rimonta targata Vucinic mi ha fatto piangere. Vedevo lo scudetto vicino.. poi puff! è sfumato insieme ai miei sogni. Quel giorno Giovanni, il mitico centralinista e persona squisita, era molto felice quando mi chiamava. Quando tornai a lavorare al giornale mi raccontarono che al 2-1 di Vucinic, lui che stava sentendo la radio (mentre tutti guardavano la tv che, con il satellite, ci mette qualche secondo in più), gettò un urlo di gioia. Mai prima l'aveva fatto, tant'è che tutti andarono a vedere quel che era successo.
Oggi Giovanni non c'è più, ahimè, il buon Dio l'ha chiamato a sè questa estate. Troppo giovane, su questo non ci piove. Questo derby lo dobbiamo vincere anche per lui.



