giovedì 2 settembre 2010

Diventiamo tutti trequartisti

«Che viviamo a fare le giornate se non sono degne di essere ricordate».  Queste parole, o giù di lì, le ho lette sulla bacheca di Facebook di un amico "rossonero" e mi hanno colpito tantissimo, scatenando quella rissa di pensieri che litigano incessantemente, quasi come il moto terrestre, nel mio cervello.
In effetti questa frase non è assurda. Perchè noi che siamo degli "attori sociali", come hanno scritto sociologi molto importanti del Novecento, in fondo ogni giorno recitiamo la stessa parte. Al lavoro, in mezzo alla strada, perfino a casa. I nostri comportamenti sono triti e ritriti, ogni giorno affrontiamo la vita nello stesso modo, facendo esattamente le stesse cose.
Questa non è vita, è recitare un copione. E il mio amico ha perfettamente ragione. Chi di voi ricorda un giorno diverso? Già il fatto di ricordare che sia "diverso" ci fa capire come basta uscire un po' dal seminato per ritrovare gioia. E allora meno schemi mentali, più libertà, più fantasia. Diventiamo tutti trequartisti.

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